FALLOUT 3

AL LIMITE DELLA REALTA’

La trama ci narra di una guerra scoppiata nel 2077, l’ultima guerra nucleare per l’essere umano. Il deterrente non ha funzionato? Chi lo sa, fatto sta che il mondo non è più lo stesso. Gli esseri umani sono confinati nei Vault, dove vivono senza conoscere niente del mondo di superficie. Proprio in uno di questi Vault che inizia la nostra avventura. Nel Vault 101 nasce il nostro protagonista ed è qui che inizia il gioco. In un libricino troviamo le nostre prime decisioni S.P.E.C.I.A.L. (Strength, Perception, Endurance, Charisma, Intelligence, Agility, Luck), dovremo decidere dove mettere i primi punti.  Attraverso dei Flashback ripercorremmo la giovane vita del nostro Avatar e con questo anche il nostro tutorial. Attraverso un test chiamato G.O.A.T. potremo renderci conto delle professioni svolgibili durante il corso del gioco. Dopo seguiremo il susseguirsi di vicende più o meno tragiche e saremo costretti a fuggire dal Vault per salvare la propria vita e per trovare il padre, fuggito poco prima.


Usciti dal Vault ci accorgiamo di una cosa, la vastità delle terre che ci circondano. Ci troviamo nei pressi delle rovine di Washington DC e il mondo non è finito. Tutt’altro, è più vivo che mai, popolato non solo dall’essere umano, ma anche dai mutanti. Infatti dopo la guerra nucleare il mondo cadde in un buio totale, gli esseri umani iniziarono la loro mutazione diventando una razza nuova chiamata Ghoul. Oltre a questi ci sono i mutanti feroci, con i quali  è inutile cercare una conversazione.  Qui troviamo anche un tema molto scottante di nostri tempi, il razzismo. L’essere umano sano odia il proprio fratello mutato, anche se egli è capace di parlare, ragionare.


Il mondo contaminato è esplorabile fin da subito, come accadeva per il fratello Oblivion. Saremo noi a decidere dove andare, con chi parlare e che azioni intraprendere. Qui entra in gioco il sistema Karma, che differenzierà il comportamento della popolazione a seconda che sia “Positivo”, “Neutro” o “Negativo”. Per completare il gioco al 100% dovrete raggiungere alcuni livelli con ognuno di questi Karma, quindi rigiocare interamente il gioco.  Aiutando le persone, senza uccidere i civili farete salire il livello del Karma, mentre al contrario, uccidendo e sterminando tutto lo farete abbassare.

GAMEPLAY  IBRIDO
Il gioco è giocabile sia in prima che in terza persona (quest’ultima porta dei difetti, ma è utile per osservare ciò che ci accade intorno oppure per vedere chi c’è dietro ad un angolo), ma la migliore rimane sempre quella in prima. All’inizio della partita dovrete camminare in lungo e in largo per trovare il punto della destinazione, anche perché a volte la mappa non lo indica e dovremo attenerci alle indicazioni dei PNG.  Dopo aver raggiunto il punto prestabilito però potremo tornarci ogni volta che vogliamo grazie al comodissimo viaggio rapido. Il gioco presenta delle idee geniali come il poter raccogliere ogni cosa, da un bullone fino alla pistola a vernice. Ogni oggetto può essere usato in qualche modo, il che ci rende un po’ cacciatori.
Le rovine di Washington DC sono ricostruite in modo pignolo, completi di vie, monumenti, edifici realmente esistenti. Proverete il gusto della desolazione,  dell’abbandono e della speranza che non arriva mai.

Non sarete mai soli però, in un certo senso. Infatti oltre ai vari compagni e un cane (un tale Dogmeat) avremo sempre il nostro amato Pip Boy 3000, che ci fungerà da interfaccia da gioco. Il Pip Boy è una sorta di orologio attaccato al polso, che ci mostra tutto sul corso della partita, la mappa, il nostro livello, il nostro grado di contaminazione ecc… Soprattutto servirà per verificare le missioni in corso, quelle già finite e ascoltare vari nastri che troveremo in giro.

Il sistema dei livello è ingegnato in modo geniale, e vi permette di salire di livello in modi più svariati, potrete hackare i terminali, borseggiare, parlare, disinnescare le mine o nel modo più classico, ossia, uccidendo i nemici. Dopo essere saliti di livello avremo un tot. numero di punti da mettere tra i nostri parametri, facendo attenzione anche ai Perk (ne avremo uno per ogni livello completato) che ci aiuteranno non poco nel compimento delle varie missioni.  Però non sarete solo voi a salire di livello, anche i nemici seguiranno un evoluzione salendo man mano di livello. In questo modo non sarete una sorta di divinità nel mondo dei mortali.

I combattimenti invece sono caratterizzati da due sistemi differenti, uno RPG e l’altro FPS. Durante un combattimento abbiamo un numero determinato di Action Point, una sorta di punti che ci permettono di compiere  azione. Selezionando la modalità VATS (Vault-Tec Assisted Targeting System) potremo fermare il tempo selezionando un nemico e mirando nelle parti del corpo distinte.  Una percentuale ci dirà quante possibilità abbiamo di colpire quella parte, lasciando il libero arbitrio delle parti da colpire. Dopo aver terminati questi punti inizia la vera guerra FPS, dove a suon di salti e colpi d’arma dovremo distruggere il nemico o attendere che gli Action Point si ricarichino. Con un livello alto potremo fare dei headshot guardando poi il nemico cadere al suolo oppure contorcersi se colpito con un arma laser.

VIVA GLI ANNI 50
La particolarità che si butta subito all’occhio è proprio questa, sembra di stare negli anni 50. Da una parte abbiamo armi futuristiche (ma costruite sempre secondo il concept vecchio), robot parlanti, armature tecnologiche mentre dall’altra parte abbiamo i computer con lo schermo verde, stile architettonico e artistico  rimasto fedele agli anni 50-60. Ma non è certo una pecca, ci si abitua fin da subito.

La grafica del gioco non può che stupirci fin dal primo momento, le luci, il ciclo giorno-notte sono fatti in modo stupefacente. Bethesda è maniacale si sa, ogni cosa nel mondo è viva e a volte sentirete i rumori di una guerra lontana che vi faranno venire la pelle d’oca. La caratterizzazione dei personaggi e delle animazioni invece è un po’ scarsa, ma è comprensibile, visto che il motore deve gestire tutto un mondo vivo.  Non possiamo considerarlo un difetto visto la vastità e profondità del gioco.

Unica nota dolente è la soundtrack. Nonostante dei bellissimi brani degli anni 50-60, il gioco non ha una colonna sonora evocativa degna di un titolo di tale portata.  A volte i vari bug fanno sì che la voce non esca dalla bocca dei PNG, facendoli muovere la bocca inutilmente. Altre volte la musica si interrompe improvvisamente per dare spazio ad un bel nulla. Anche la traduzione non è certo il pezzo forte del gioco, infatti a volte i dialoghi appaiono totalmente in inglese, quando pochi secondi fa erano in Italiano. Sono quei piccoli difetti che però rovinano un gioco che meriterebbe massimi voti. Anche questi difetti sono però poco visibili visto che la longevità del gioco supera di gran lunga la maggior parte dei titoli di questa generazione. Possiamo dire che un pregio sopprime il difetto rendendolo non importante.  Il gioco è della durata di 20 ore se giocherete solo le quest principali, aumenta di 50-60 ore con le quest secondarie. Volendo completarlo al 100% però potrete arrivare a più di 100 ore giocabili.  Un titolo colossale che merita di essere giocato, state attenti però. Il gioco crea una forte dipendenza, rischiate di abbandonare tutti gli altri titoli.

 

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