KILLZONE 3

Dopo un epocale Killzone 2, a due anni di distanza arriva il terzo capitolo, un sequel perfetto. Molti ricorderanno ciò che lasciò il secondo capitolo, due fasce di giocatori. La prima era costituita da persone che hanno amato il gameplay del gioco, mentre la seconda lo odiava, per svariati motivi. Guerilla ha ascoltato tutti, o forse i sviluppatori hanno deciso di cambiare il sistema di gioco solo per un puro motivo di marketing. Fatto sta che questo terzo capitolo si presenta progressivamente diverso dal predecessore, tentando di avvicinarsi troppo ai canoni del FPS, creato dal famigerato Call Of Duty. Su Helghan è scoppiata una guerra interna su chi debba diventare la prossima guida del popolo ed intanto le truppe Helghast si stanno preparando per un attacco finale. Tocca ai nostri eroi salvare tutto, contando il proprio didietro.

Helghan trionferà

L’incipit della storia ci porta a sei mesi dopo la morte di Visari. Rico e Sev, travestiti da due soldati helghast devono illudere la sorveglianza e incontrare una persona importante. In realtà, l’incipit serve per insegnare i tasti, sotto il comando di un nemico dovrete sparare a dei bersagli, accovacciarvi e nascondervi dietro ad un riparo. Dopo questo piccolo incipit arriva la vera storia. Dopo aver sconfitto Visari le persone con una maggiore influenza e potenza iniziano a scontrarsi per diventare il prossimo imperatore, ed intanto condurre una campagna di sterminio contro i terrestri. Sev e Rico, divisi dal colonnello Narville cercano di raggiungerlo, ma molti imprevisti fanno cambiare i luoghi degli scontri. Passeremo dalla città desertica, fino a finire in un luogo ghiacciato, baciato dalle onde di un mare mortale.

Le battaglie che il giocatore dovrà affrontare sono molteplici ormai, quasi non si sentisse più il peso del secondo capitolo, che soffriva di una piattezza da questo punto di vista. Guerilla evidentemente ha preso in forte considerazione l’idea di emulare il proprio capolavoro, rendendolo quanto più simile possibile al leader degli fps, Call of Duty. Il terzo capitolo offre svariati modi di divertimento, che vanno dal semplice sparatutto all’inseguimento su un mezzo mobile e arrivando addirittura a toccare alcune fasi stealth, in cui il compito del giocatore sarà quello di non farsi individuare. Tutto questo lo troverete oramai in un qualsiasi videogico, quindi niente di originale.La parte più originale probabilmente è rappresentata dalla missione in cui dovrete usare un jetpack, rompendo in questo modo i classici stereotipo di uno shooter sui binari, ma purtroppo anche questa chicca è presente in una sola missione (mentre nel multiplayer potrete usarlo quando volete, dopo averlo preso naturalmente). La parte narrativa questa volta parte ad un ritmo più serrato, dando lo sguardo a pochissimi personaggi, lasciando gli altri nell’oblio, essere delle semplici pedine sacrificabili in un campo di sterminio. Quindi riprendendo dai grandi titoli, avrete un campo di battaglia dove solo uno o due compagni saranno importanti, il resto è da considerarsi carne da macello. I nemici che incontrerete saranno di diverso tipo, i classici soldati presenti nel capitolo precedente, le forze speciali di Stahl, le forze speciali che usano la lama per uccidere il nemici e gli helghast che usano il jetpack per volare e attaccarvi dall’alto.

La grafica non è tutto…. balle.

Dopo un deflagrante secondo capitolo, il terzo si presenta in una veste grafica ancora più grintosa ed esplosiva. Gli effetti di luce sono migliorati e le deflagrazioni delle granate fanno uscire gli occhi dalle orbite a tutti possessori console. Le espressioni facciali sono state create magistralmente, almeno per quanto riguarda i personaggi importanti, mentre la cosiddetta carne da macello è di un gradino più in basso. Le texture facciali rispecchiano esattamente ciò che Killzone 2 rappresentava, una buona strada per la perfezione. Da questo punto di vista, il lavoro dei ragazzi Guerilla è davvero di prima classe. Le animazioni dei veicoli sono sbalorditivi, vedere tanti oggetti che combattono sul campo di battaglia è un qualcosa che probabilmente lascia il segno in tutti giocatori. La battaglia contro il MAWLR, anche se dobbiamo dire che è decisamente sottotono con il gioco, è un qualcosa che lascia senza fiato. I paesaggi non lasciano motivo di discussione, essendo stati costruiti con una mano abile e con degli effetti grafici di prim’ordine. La vegetazione soffre ancora dell’assenza di realtà, ma è un difetto che appartiene praticamente a tutti i giochi di questa generazione.

Naturalmente il gioco non è un continuo scalare di bellezza, e perde dei punti in varie parti. L’intelligenza artificiale è praticamente identica a quella di tutti gli altri fps e non da un livello di sfida degno di questo nome. Manca poi un boss veramente serio, come era accaduto nel 2 con Radec, che sicuramente avrà dato del filo da torcere a tutti quanti. Per divertirsi realmente con il gioco, si dovrebbe impostare la difficoltà al difficile, perché a normale è davvero troppo facile. Non migliora la difficoltà la presenza massiccia delle casse di munizioni, che praticamente faranno si che le pallottole non mancheranno di certo. Infine l’arma non è più la stessa. Quanti di voi, dopo aver preso in mano il joypad sono rimasti frustrati dalla difficoltà con cui si impugnava un fucile nel secondo capitolo? Ebbene, quella sorta di realismo del peso dell’arma ora è completamente assente, invece è presente un arma leggera, quasi fosse fatta di plastica.

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